Ho birrificato nuovamente, la settimana scorsa ormai. Questa volta una kolsch, ovvero una tedesca ad alta fermentazione, bionda, amarognola, profumata. La descrizione si trova qui. La cotta è in vista del concorso a Piozzo di luglio prossimo. C'è da dire che ho usato un lievito che ha prodotto la puzzetta tipica delle birre a bassa fermentazione e mi sa che mi tocca rifare... uff...
Anche se prima tocca a San Patrizio, e come non aspettarlo con una bella Stout, nera iralndese? (tanto è una scusa come un'altra per bere...eheh...)
sabato 23 febbraio 2008
sabato 16 febbraio 2008
Cinema, ma non solo...
Non si riferisce solo al cinema la recensione del film Scusa ma ti chiamo amore, che Marco Lodoli pubblica su Diario n. 2 del 15 febbraio 2008. Anche e soprattutto alla vita. Riporto qui un passaggio dell'articolo in questione, dal titolo Si sta come d'autunno sugli alberi le sogliole (grassetto mio).
« [...] Insomma, Scusa ma ti chiamo amore, il film di Moccia tratto dal romanzo di Moccia che sta sbancando al botteghino, che risucchia milioni di ragazzine entusiaste, che promette chiari di luna, lacrime effusioni, baci e batticuore, a me non è piaciuto proprio per niente. Le mie alunne di borgata me ne avevano fatto recensioni volanti ed entusiaste, ma persino qualche amico brizzolato e plurilaureato, di quelli che fino a qualche anno fa apprezzavano solo mattoni sovietici e cupezze coreane, me ne aveva parlato con simpatia. Invece il film è semplicemente orrendo, lo specchio imbarazzante della degenerazione mentale del nostro Paese.
Le quattro ragazzine e i quattro quarantenni presentati come campioni del nostro tempo fanno venire i brividi per quanto appaiono insulsi, appiattiti come sogliole surgelate sul fondo del nostro frigorifero morale. [...]»
« [...] Insomma, Scusa ma ti chiamo amore, il film di Moccia tratto dal romanzo di Moccia che sta sbancando al botteghino, che risucchia milioni di ragazzine entusiaste, che promette chiari di luna, lacrime effusioni, baci e batticuore, a me non è piaciuto proprio per niente. Le mie alunne di borgata me ne avevano fatto recensioni volanti ed entusiaste, ma persino qualche amico brizzolato e plurilaureato, di quelli che fino a qualche anno fa apprezzavano solo mattoni sovietici e cupezze coreane, me ne aveva parlato con simpatia. Invece il film è semplicemente orrendo, lo specchio imbarazzante della degenerazione mentale del nostro Paese.
Le quattro ragazzine e i quattro quarantenni presentati come campioni del nostro tempo fanno venire i brividi per quanto appaiono insulsi, appiattiti come sogliole surgelate sul fondo del nostro frigorifero morale. [...]»
martedì 12 febbraio 2008
sabato 9 febbraio 2008
Into the wild
Ma perché tutti vogliono vedere questo film?? PERCHÉ?? Tutti a vedere Sean Penn, insomma... Speriamo di farcela stasera, è il terzo tentativo...
lunedì 4 febbraio 2008
La ragazza del lago
Film molto gradevole. Volendo votarlo, un bel 7 non glielo toglie nessuno. Sceneggiato su un racconto norvegese, è "riportato" in Friuli dal regista Andrea Molaioli (che è stato aiuto regista di Nanni Moretti). È pure il suo primo cortometraggio.
La trama è di genere, un noir costruito molto bene: l'omicidio di una ragazza è al centro del film. Non mancano, però, momenti in cui si riflette, sul crimine, sui moventi, sui rapporti umani, specialmente quello padre-figlio e padre-figlia, i quali vengono articolati e descritti a lungo. Rapporti conflittuali, ma allo stesso tempo "normali".
Bella e sempre adatta la colonna sonora di Teho Teardo.
La trama è di genere, un noir costruito molto bene: l'omicidio di una ragazza è al centro del film. Non mancano, però, momenti in cui si riflette, sul crimine, sui moventi, sui rapporti umani, specialmente quello padre-figlio e padre-figlia, i quali vengono articolati e descritti a lungo. Rapporti conflittuali, ma allo stesso tempo "normali".
Bella e sempre adatta la colonna sonora di Teho Teardo.
domenica 27 gennaio 2008
Oche
Proseguiamo con la bucolicità del post precendente... Questa volta la foto è scattata in un giorno di sole, nelle ore più calde e luminose.
martedì 22 gennaio 2008
Nebbia
La nebbia fa sempre effetto. La tristezza è dietro l'angolo, ma si possono fare delle foto che non riescono nel resto dell'anno. Alberi spogli, paesaggio all'orizzionte che quasi si confonde con il cielo. Beh insomma, a voi l'immagine.
lunedì 14 gennaio 2008
Muffin d'inverno
Come fare colazione? E come preparare un dolce adeguato che si mantenga per un viaggio di 3 ore di treno, metro, a piedi sotto la pioggia? Quand'ecco che l'idea sopravanza e senza bilancia mi ritrovo ad avere con me dei Muffin d'inverno (nome inventato al momento...).

Ingredienti: 2 cucchiai di zucchero di canna grezzo, 2 cucchiai di zucchero bianco, 3 uova, 100 ml di latte, farina 00, farina integrale di farro, farina di grano saraceno, 1 bustina di lievito, marmellata di arance (fatta da me, ovvio!).
Per prima cosa monti le uova con lo zucchero per 1/4 d'ora con lo sbattitore elettrico, poi aggiungi il latte e infine le farine (nella proporzione di circa 2:1:1, cioè più farina 00 e meno delle altre). Metti negli stampini per muffin (io ho usato quelli di silicone), ne vengono una dozzina e sopra ad ognun dolcetto metti un cucchiaino di marmellata. Inforni per mezz'oretta a 180 C. Servi tiepido o riscaldato nel forno qualche minuto per far ammorbidire la marmellata.

Ingredienti: 2 cucchiai di zucchero di canna grezzo, 2 cucchiai di zucchero bianco, 3 uova, 100 ml di latte, farina 00, farina integrale di farro, farina di grano saraceno, 1 bustina di lievito, marmellata di arance (fatta da me, ovvio!).
Per prima cosa monti le uova con lo zucchero per 1/4 d'ora con lo sbattitore elettrico, poi aggiungi il latte e infine le farine (nella proporzione di circa 2:1:1, cioè più farina 00 e meno delle altre). Metti negli stampini per muffin (io ho usato quelli di silicone), ne vengono una dozzina e sopra ad ognun dolcetto metti un cucchiaino di marmellata. Inforni per mezz'oretta a 180 C. Servi tiepido o riscaldato nel forno qualche minuto per far ammorbidire la marmellata.
lunedì 7 gennaio 2008
Che ascolti?
Due album, entrambi da ascoltare:
Au Revoir Simone - Verses of Comfort, Assurance & Salvation (2006)
Au Revoir Simone - Bird of Music (2007)
E una canzone di qualche anno fa:
Vinicio Capossela - Marajà (2000)
"Astanblanfemininkutan
Melingheli stik e stuk
Malingut!"
(Vinicio Capossela)
Au Revoir Simone - Verses of Comfort, Assurance & Salvation (2006)
Au Revoir Simone - Bird of Music (2007)
E una canzone di qualche anno fa:
Vinicio Capossela - Marajà (2000)
"Astanblanfemininkutan
Melingheli stik e stuk
Malingut!"
(Vinicio Capossela)
domenica 6 gennaio 2008
Il giorno della partenza
Sono a Milano... che dire? Vi racconterò che succede da queste parti, in appartamento, al lavoro (ma poco però), in giro. E ovviamente ai fornelli ;) anche se la cucina è piccola e il tempo pochissimo. A presto!
Iscriviti a:
Post (Atom)